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Vittoria è una delle città più giovani della provincia di Ragusa, la sua fondazione risale difatti al 1607, quando Vittoria Colonna Henriquez, contessa di Modica, decise di risanare il feudo di Boscopiano. La città sorge proprio nell’antica e pianeggiante contrada Boscopiano, sulla sponda destra del fiume Ippari, il fiume che Pindaro aveva celebrato in una sua ode. La struttura urbana risale ai primi del ‘700 e presenta una pianta a reticolo con vie parallele che si incrociano ad angolo retto………….. per leggere tutto clicca sotto su Leggi Tutto.
Il nuovo abitato assunse il nome della fondatrice e fu popolato in breve, anche in virtù delle agevolazioni e concessioni della Contessa di Modica, da immigrati dei vicini centri di Comiso, Vizzini e Chiaramente Gulfi. La vitalità dei nuovi coloni non fu fermata dal terremoto del 1693 che distrusse buona parte della città.
Vittoria rinata, con larghe e dritte vie, ebbe, grazie anche ad un’agricoltura d’avanguardia, un’ascesa economica continua: fino all’attuale stato di centro agricolo guida nella provincia di Ragusa (prodotti ortofrutticoli sotto serra).
Nella piazza del Popolo sorgono: la Chiesa di S. Maria delle Grazie, ricostruita nel 1769, esempio di elegante edificio sacro settecentesco. Nell’interno, pregevoli sono l’altare maggiore (opera di P. D’Avola – 1771) e alcune sculture in legno.
Il Teatro Comunale è in stile neoclassico con tre ordini di palchi, definito dal Berenson (Viaggio in Sicilia) “uno dei migliori che in questo stile si possono trovare in Europa”.
Presenta un monumentale prospetto con colonnati e sculture. Ospita spettacoli di prosa e di lirica che vengono patrocinati ogni anno dal Comune.
Nel centro storico sorge anche la Basilica dedicata al patrono della città S. Giovanni Battista.
Fu costruita con finanziamenti popolari e fu ultimata nel 1706 con una facciata maestosa ma tozza. L’interno, a croce latina con tre navate, è decorato da stucchi, marmi e dorature.
Contiene delle statue attribuite a scuola del Serpotta; due dipinti (San Giovanni che battezza il Redentore, S. Giovanni decollato) della scuola di Pietro Novelli; la statua lignea del titolare.
Tra gli edifici civili: il Palazzo Iacono-Rizza e il settecentesco Palazzo dei Marchesi Ricca di Tettamanzi.
Un cenno merita il Memoriale della Pace che con il suo movimento edilizio e un bronzo di Gallo arricchisce la centrale Piazza del Popolo.
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