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Politica? No, grazie. Non servono i dati pubblicati dall’Istat, di recente, per notare come sono sempre di più in calo le persone che si interessano di politica, che seguono una tribuna elettorale, o peggio ancora, che vanno a votare.
Chi non ha notato, soprattutto negli ultimi anni, il vuoto che incombe all’interno dei vari seggi elettorali o l’ozio che predomina tra i segretari e il presidente?
Ma perché si va sempre di più accentuandosi questo atteggiamento di estraneità e riluttanza nei riguardi del mondo politico?........................................................per leggere tutto clicca sotto su leggi tutto.
Perché, soprattutto i più giovani, tendono ad allontanarsi da questo mondo che, in realtà, dovrebbe appartenerci ma che viene, al contrario, considerato coma un mondo estraneo a noi?
È difficile dare una risposta a tutti questi quesiti, ma una cosa è certa: questo atteggiamento che ci accomuna un po’ tutti, testimonia un malessere sociale diffuso, una insoddisfazione per tutto ciò che riguarda il nostro benessere, il lavoro, la famiglia, in poche parole: scetticismo verso tutto ciò che viene proposto dal mondo politico.
Il termine politica deriva dal nome “polis”, termine coniato da Aristotele per indicare il senso della comunità e politico doveva essere colui che si impegnava per il bene della comunità, di ogni singolo membro. Ma accade tutto ciò nella nostra realtà?
C’è veramente qualcuno che, stando qualche gradino più in alto di noi, si impegna per il nostro bene, che pensa al futuro dei giovani e ai problemi che li tormentano giorno dopo giorno, come ad esempio la disoccupazione?
La risposta è quasi ovvia: NO e forse è proprio questa mancanza di interesse per il bene della società in cui viviamo, la convinzione che i politici siano tutti uguali, la certezza che certe situazioni non cambieranno mai che portano migliaia di persone a disinteressarsi della politica, di quello che fanno, del loro operato, delle riforme che attuano o che vorrebbero attuare.
Purtroppo questa è una realtà amara e dispiace constatare che ogni anno, in occasione delle elezioni, i seggi elettorali sono sempre più vuoti, un via vai di persone a rilento: insomma, la gente si è veramente stancata di sentire, quotidianamente, alla televisione, le promesse che i politici intendono mantenere, ma che alla fine, rimangono solo delle utopie.
Un esempio eclatante di questa nostra presa di posizione nei confronti della politica è rappresentato dal Comune di Carini con il minor numero di elettori votanti: solo il 37,59 %. E il rimanente 63%? Perché ha deciso di non andare a votare? E, infine, secondo voi, hanno agito in modo corretto e giusto non partecipando alle elezioni politiche?
Non vedere niente di concreto e positivo che cambia nella società, ma sentire solo parole porta la gente a non credere più ai politici, a non avere più fiducia e a disinteressarsi totalmente di una sfera che invece dovrebbe appartenerci, perché politica è sinonimo di bene comune, di progresso, o almeno così dovrebbe essere……..
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